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STORIA DELL'OLIO
L'Oro degli Dei
L’olivo nacque forse in Siria o in Palestina. La
Bibbia parla dell’Armenia: da qui, infatti, una colomba si alzò in volo con
un ramo d’olivo nel becco, alla fine del diluvio, a consacrare la pace fatta tra
Dio e l’uomo.
Un codice babilonese del 2500 a.C. recava già notizie sul commercio dell’olio.
Egitto e Mesopotamia furono per molti secoli gli unici produttori ed esportatori
di olio.
I Greci adoperavano l’olio anche per lenire contusioni e ferite, come cibo corroborante
per atleti e soldati. Una legislazione severa ne regolava e proteggeva la coltura:
chi sradicava un olivo veniva punito con l’esilio e la confisca dei beni.
Verso la metà del I millennio a.C. i Greci portarono la coltura dell’olivo
nelle regioni italiane della Magna Grecia ove ancora oggi la pianta cresce e prospera
magnificamente.
Per tradizione alimentare e legame col territorio, l’olio d’oliva rappresenta uno
dei prodotti fondamentali dell’agricoltura meridionale.
Il suo valore nutrizionale e le sue caratteristiche organolettiche ne fanno un toccasana
per prevenire l’invecchiamento cellulare e per preservare l’organismo dalle malattie
circolatorie.
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